

statue
Un fiore nato a Vila Viçosa
Flor Bela d'Alma da Conceição nacque l'8 dicembre 1894 in una casa nel centro storico di Vila Viçosa che non esiste più, essendo stata demolita durante i lavori promossi dall'Estado Novo negli anni '40. Attualmente, un memoriale segna il luogo. Figlia di una contadina, Antónia da Conceição Lobo, e di João Maria Espanca, fotografo, pittore e uomo dalle molteplici arti, sposato con Mariana do Carmo Toscano, che non poteva avere figli, Florbela e il fratello Apeles furono registrati come figli di padre ignoto. Curiosamente, il padre avrebbe riconosciuto ufficialmente la paternità solo nel 1949, diciannove anni dopo la morte della poetessa.
Questa origine la segnò profondamente. Crebbe in una casa dove fu cresciuta contemporaneamente dalla madre biologica e dalla matrigna, un assetto familiare insolito per il profondo Alentejo di fine Ottocento. A soli otto anni scriveva già la sua prima poesia, "La Vita e la Morte" (A Vida e a Morte), un titolo che, con il tempo, si sarebbe rivelato quasi profetico.
La pioniera
Fu una delle prime donne in Portogallo a frequentare l'istruzione secondaria in un liceo maschile, l'André de Gouveia, a Évora. Anni dopo, si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Lisbona, dove fu una delle sole quattordici donne tra circa trecentoquaranta studenti. In una società patriarcale, in cui la donna veniva educata al silenzio domestico, Florbela scelse lo studio, la scrittura e l'avere una propria voce.
Tre matrimoni, tre rotture
La sua vita sentimentale fu tanto intensa quanto travagliata. Si sposò tre volte: prima con Alberto Moutinho, compagno di scuola, nel 1913; poi con António Guimarães, sottotenente di artiglieria, nel 1922; e infine con il medico Mário Lage, nel 1925. Tra i matrimoni, subì diversi aborti spontanei che la segnarono fisicamente e psicologicamente, e non divenne mai madre, un dolore che attraversa tutta la sua opera. I divorzi, in un Portogallo conservatore e cattolico, la esposero a un forte pregiudizio sociale.
La poesia come salvezza e condanna
L'opera di Florbela è breve, ma devastante. In vita pubblicò solo due libri: Livro de Mágoas (1919) e Livro de Sóror Saudade (1923). Il suo capolavoro, Charneca em Flor, sarebbe uscito postumo, nel gennaio del 1931. Non fece parte di alcun movimento letterario, ma il suo stile rimanda alla poesia romantica, con un forte contenuto emotivo. I suoi sonetti, forma che padroneggiò come pochi, parlano di amore, desiderio, solitudine, nostalgia (saudade) e morte con una franchezza erotica e femminile senza precedenti nella letteratura portoghese dell'epoca.
L'Enciclopedia Larousse la classifica come parnassiana, di intenso accento erotico femminile, senza precedenti nella Letteratura Portoghese, considerando che la sua opera anticipa l'emancipazione letteraria della donna nel suo ambiente.
La caduta
La morte del fratello Apeles, nel 1927, in un incidente aereo, fu un colpo dal quale non si riprese mai. In suo onore scrisse As Máscaras do Destino. La malattia mentale si aggravò, giunse la diagnosi di un edema polmonare, e la sua voglia di vivere si spense gradualmente.
Florbela morì suicida l'8 dicembre 1930, il giorno del suo 36º compleanno, per un'overdose di barbiturici. Fu sepolta a Matosinhos, lontano dalla terra che l'aveva vista nascere.
L'eredità
Fernando Pessoa l'avrebbe poi definita la sua "anima gemella". I suoi versi sono stati cantati dal gruppo Trovante in "Perdidamente", musicati a partire dal sonetto "Ser poeta", e continuano a essere letti, imparati a memoria e recitati generazioni dopo. A Vila Viçosa, una statua le rende omaggio nello spazio pubblico e, sebbene la casa in cui visse rimanga in stato di rovina, una delle sue poesie è dipinta su un muro per chi passa e sa guardare.
Florbela Espanca è oggi, insieme a Sophia de Mello Breyner, Natália Correia o Maria Teresa Horta, una delle voci femminili fondatrici della modernità poetica portoghese. Ma forse nessun'altra è riuscita a dire con tanta chiarezza quello che lei scrisse in "Ser Poeta": "È avere di mille desideri lo splendore / E non sapere nemmeno cosa si desidera!" ("É ter de mil desejos o esplendor / E não saber sequer que se deseja!").
Curated by Storypath